rassegna tech #1 – 29 giugno 2024

Durante questa settimana, come largamente anticipato negli scorsi mesi, la Commissione europea ha accusato formalmente Microsoft di aver collegato in maniera illegale la propria app di chat e video, Teams, con il suo pacchetto Office, ottenendo da questo un vantaggio sleale nei confronti della concorrenza. L’accusa è stata innescata nel 2020 dalla denuncia  da  parte dell’app rivale di messaggistica per il workplace, Slack, di proprietà di Salesforce. Qualora dovesse essere ritenuta colpevole, Microsoft rischia una pesante multa, che potrà ammontare fino al 10% del suo fatturato annuo globale. Al momento l’autorità di controllo Ue richiede che la suite Office venga venduta a un prezzo più basso e senza Teams, i concorrenti, invece, si aspettano condizioni di interoperabilità più chiare tra le app e maggiori incentivi per ripristinare una scelta libera ed equa. Ora la palla passa a Microsoft. 

Continua anche la battaglia – senza esclusione di colpi – tra Apple e Unione europea: lo scorso lunedì la Commissione europea ha pubblicato i primi risultati della sua indagine sulla conformità dell’App Store con il Digital Markets Act (DMA). Secondo l’organo esecutivo dell’Ue, nonostante le modifiche e l’apertura degli ultimi mesi anche a store di terze parti, le regole dell’App Store di Apple violerebbero il DMA, perché impedirebbero agli sviluppatori di app di indirizzare liberamente i consumatori verso canali alternativi. La Commissione, inoltre, ha aperto anche un’altra indagine, sulla cosiddetta “Core Technology Fee” di Apple, ovvero una tassa di 50 centesimi che Apple fa pagare agli sviluppatori delle App distribuite tramite lo store ufficiale per ogni installazione dopo il primo milione di download in un anno. Apple, preoccupata dell’impatto delle varie regolamentazioni europee, ha annunciato che le nuove funzionalità basate sui sistemi di intelligenza artificiale, annunciate durante l’ultima Worldwide Developers Conference (WWDC), non verranno rilasciate in Europa fino a data da destinarsi. Incertezza giuridica o ripicca? 

La scorsa settimana il Wall Street Journal aveva pubblicato rumors su una possibile trattativa tra Apple e Meta per portare il large language model Llama sui dispositivi Apple. La notizia faceva seguito all’annuncio di Apple, arrivato durante la WWDC, riguardante l’apertura ad altre partnership oltre a quella con OpenAI (probabilmente per evitare indagini delle autorità antitrust e per dare più scelte ai consumatori). Nei giorni scorsi, però, è arriva la smentita da parte di Bloomberg News che, citando persone a conoscenza della questione, ha negato la presenza di una trattativa in corso tra Meta e Apple. Le aziende avrebbero avuto solo alcuni brevi colloqui nel mese di marzo e Apple non starebbe pensando al momento di integrare l’IA di Meta soprattutto per dubbi relativi alla privacy.

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